Pannolini

Più pannolini per adulti che per bimbi: il mercato che c’è già, ma per cui non siamo pronti.

Al Massachusetts Institute of Technology (MIT) esiste un laboratorio chiamato AgeLab, che immagina quali tecnologie ed innovazioni servano man mano che la speranza di vita cresce.

Joseph F. Coughlin ne è il fondatore e direttore.

Nel Dicembre 2017, Coughlin ha riassunto le sue ricerche e pensieri in un libro divulgativo dal titolo ‘The Longevity Economy’ (L’Economia della Longevità: https://longevityeconomy.com). In breve, il libro suggerisce che uno dei mercati che più si espanderà nei prossimi decenni è proprio quello dei pensionati e degli ultraottantenni. Il ricercatore americano combina la demografia all’economia. Spiega che ci sono tre motivi per cui il mercato dei pensionati crescerà, ossia: la popolazione continua a diventare più vecchia, le nascite sono poche e sotto la soglia di rimpiazzamento della popolazione, e la generazione dei ‘baby boomers’ andrà a breve in pensione. Fa pensare una notizia che riporta Coughlin: la Giapponese Unicharm (http://www.unicharm.co.jp/english/index.html) già nel 2011 ha affermato che nel 2026 il mercato dei pannolini per adulti sarà maggiore al mercato dei pannolini per bambini.

In demografia, infatti, molte ricerche affermano che non c’è, ad ora, un tetto alla speranza di vita, e che più e più persone arriveranno ai cent’anni. Il risultato è sostenuto da una ricerca della professoressa Elisabetta Barbi dell’Università la Sapienza di Roma e colleghi con un articolo pubblicato sulla rivista Science (http://science.sciencemag.org/content/360/6396/1459.full).

Insomma, ci dobbiamo preparare per un mondo sempre più vecchio. Sorge chiederci se stiamo facendo nulla per prevenire, piuttosto che curare. La risposta è poco o niente. In Italia si pensa ancora a diminuire l’età pensionabile, piuttosto che pensare a politiche di ‘active ageing’. Inoltre, la pianificazione verso il futuro è insufficiente: si pensa ancora al breve termine, ma non al lungo periodo. Si dovrebbe essere alla ricerca di un nuovo modo di pensare proiettato al futuro. Falsi miti, l’era della sicurezza sociale e un progresso tecnologico rapido mettono in secondo piano le effettive esigenze.

Coughlin sostiene che sia necessario cambiare le regole del gioco, ossia ripensare al welfare e soprattutto ideare prodotti e servizi per gli anziani. Non solo modi per mantenere gli anziani indipendenti, ma anche produrre nuovi lavori per i giovani.

Le macchine che si guidano da sole serviranno a portare anziani in vacanza o alle visite, le case domotiche e tecnologie IoT ci aiuteranno ad avere cura della casa e della vita quotidiana.

L’industria 4.0 si svilupperà sempre più con prodotti per tutte le età.

Salute e benessere, nuovi stili di vita, sicurezza, mobilità e risparmio: sono solo alcuni degli ambiti destinati ad essere spinti da questo macrotrend.

Senza pensare al miglioramento della condizione abitativa, una delle principali priorità per gli anziani e che ha spinto storicamente lo sviluppo residenziale di alcune aree del mondo.

Le aziende del risparmio gestito e i consulenti finanziari avranno sempre più il compito di fornire una rendita agli anziani a fronte del denaro risparmiato.

In Italia aziende come Recordati e Diasorin (diagnostica), Luxottica Essilor nelle lenti per occhiali sono all’avanguardia.

Un augurio anche a H-Farm, a Riccardo Donadon, in riferimento al suo ultimo articolo sul Sole ventiquattrore (https://www.facebook.com/hfarmspa/photos/a.88754654572/10158072619314573/?type=3&theater).

Purtroppo, in Italia ci mettiamo i bastoni fra le ruote anche quando si cerca di migliorare le cose. Spero che con la sua H-Farm non solo guidi le aziende del mercato italiano a diventare più digitali ed internazionali, ma anche identifichi le caratteristiche demografiche della popolazione per cavalcare il cambiamento che sta avvenendo, e per cui non siamo per nulla pronti.

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Prendersi cura dei genitori anziani

Prendersi cura dei genitori anziani è qualcosa che speri di poter gestire quando sarà il momento, ma è l’ultima cosa a cui si vuole pensare. Se questo è il momento, ci sono delle incombenze che si possono compiere per rendere la tua vita (e la loro) un po ‘più facile. Alcune persone vivono la loro intera vita con poca o nessuna assistenza da familiari e amici, ma oggi siamo sempre più longevi ed è bene essere preparati. Questa è un pò la mia storia: papà 93 anni e mamma 88.

 

Mamma? Papà? Dobbiamo parlare

Il primo passo che si deve fare è parlare con i genitori. Scoprire quali sono i loro bisogni e desideri. In alcuni casi, tuttavia, potrebbero essere riluttanti o incapaci di parlare del loro futuro. Questo può accadere per una serie di motivi, tra cui:

  • Incapacità
  • La paura di diventare dipendenti
  • Risentimento verso che interferisce
  • Riluttanza a trasferire i loro problemi

Se anche voi avete dei genitori anziani, potrebbe essere necessario pianificare il più possibile il loro futuro. 

Se la loro sicurezza o salute è in pericolo, tuttavia, potrebbe essere necessario intervenire con una badante. La linea di fondo è che è necessario avere un piano. 

Sicuramente non sarà facile parlare di ciò con i genitori, e questo potrebbe anche renderti nervoso; sarà opportuno predisporre un elenco degli argomenti da discutere per non dimenticare niente. 

Ecco alcune cose di cui potresti aver bisogno di parlare:

  • Assicurazione per l’assistenza a lungo termine: esiste? Se no, quanto potrebbe costare?
  • Possono ancora vivere da soli, o è tempo di esplorare altre opzioni?
  • Decisioni di assistenza medica: quali sono i loro desideri e chi li realizzerà?
  • Pianificazione finanziaria: come puoi proteggere i loro beni?
  • Pianificazione immobiliare: possiedono immobili, cosa fare?
  • E’ stato fatto un testamento?
  • Coinvolgete anche i vostri fratelli
  • Aspettative: cosa ti aspetti dai tuoi genitori e cosa si aspettano da te?

Preparazione di un promemoria di dati personali

Una volta che hai instaurato un dialogo, il prossimo passo è preparare un promemoria dei dati personali. Questo documento elencherà le informazioni che potrebbero essere necessarie nel caso in cui i tuoi genitori diventino incapaci o muoiano. Ecco alcune informazioni che dovrebbero essere incluse:

  • Informazioni finanziarie: conti bancari, conti di investimento, partecipazioni immobiliari
  • Informazioni legali: testamenti, potere duraturo di avvocati, direttive sull’assistenza sanitaria
  • Piani funebri e sepolcrali: informazioni sul pagamento anticipato, desideri finali
  • Informazioni mediche: fornitori di assistenza sanitaria, farmaci, anamnesi
  • Informazioni sull’assicurazione: numeri di polizza, nomi di società
  • Informazioni per i consulenti: nomi e numeri di telefono di tutti i fornitori di servizi professionali
  • Posizione di altri documenti importanti: chiavi per cassette di sicurezza, atti immobiliari

Assicuratevi di annotare la posizione dei documenti e qualsiasi numero di conto pertinente. È una buona idea fare copie di tutti i documenti che hai raccolto e tenerli in un posto sicuro. Questo è particolarmente importante se vivete lontano, perché vorrete che le informazioni siano prontamente disponibili in caso di emergenza.

Dove vivranno i tuoi genitori?

Se i tuoi genitori sono come molte persone anziane, dove vivono dipenderà da quanto sono sani. Man mano che invecchiano, la loro salute può deteriorarsi così tanto che non possono più vivere da soli. A questo punto, potrebbe essere necessario trovare una casa di assistenza sanitaria oppure una comunità di pensionati o una casa di riposo. Potresti, anche accoglierli a casa tua. Se il denaro è un problema, trasferirli con te potrebbe essere la migliore (o unica) opzione, ma questa dovrà essere ponderata. Avrà un impatto su tutta la tua famiglia, quindi si rende necessario parlane prima. 

Valutare le capacità dei tuoi genitori

Se sei preoccupato per le capacità mentali o fisiche dei tuoi genitori, chiedi al medico di consigliare una struttura per una valutazione geriatrica. Queste valutazioni possono essere fatte in ospedali o cliniche. La valutazione determina le capacità dei tuoi genitori per le attività quotidiane (ad esempio, cucinare, lavori domestici, igiene personale, prendere farmaci, fare telefonate). La struttura può quindi indirizzare te e i tuoi genitori alle organizzazioni che forniscono assistenza.

Se non puoi essere lì per prenderti cura dei genitori, o se hai solo bisogno di una guida per supervisionare le cure, un medico Geriatra può aiutarti. Si potrà valutare la capacità dei genitori di vivere da soli, coordinare l’assistenza 24 ore su 24, se necessario, o consigliare assistenza sanitaria a domicilio.

Ottieni supporto e consigli

Non cercare di prenderti cura dei genitori da solo. Se i fratelli ti lasciano fare o non vogliono interferire, sono disponibili alcuni centri sociali locali che ti aiutano a far fronte alla cura dei genitori anziani. Se non sai dove trovare aiuto, contatta il distretto sanitario di competenza.

Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie, potresti trovare alcune difficoltà. Non sempre le volontà possono essere chiare e risulterà difficile prendere delle decisioni. Potresti consultare un avvocato o altro professionista finanziario di cui entrambi i genitori possono fidarsi.

Perché i risparmiatori non percepiscono l’Alpha del consulente?

“Mettere un valore sul valore” è unico, come ogni singolo investitore.

Per alcuni investitori, il valore di lavorare con un consulente è la tranquillità.

Questo valore non si presta a nessuna quantificazione.

Lavorare con un consulente può aggiungere “circa il 3%” nei rendimenti netti.

Questo aumento del 3% del potenziale netto sui rendimenti non deve essere considerato come un valore aggiunto annuale, ma è probabile che sia intermittente, come si verifica durante i periodi di ribasso/rialzo dei mercati quando i clienti sono tentati di abbandonare od incrementare il loro piano di investimenti ben congegnato.

I consulenti dovrebbero prendere in considerazione una nuova proposta di valore basato su abilità e competenze alternative: dovrebbero agire come gestori patrimoniali e allenatori comportamentali, fornendo disciplina ed esperienza per gli investitori che ne hanno bisogno.

Sono proprio loro, gli investitori, che spesso mancano di comprensione e disciplina, lasciandosi influenzare dai titoli e pubblicità che li circondano, spesso ottenendo la distruzione della ricchezza piuttosto che la creazione.

Il consulente diventa ancora più importante fattore nella relazione cliente-consulente.

L’Alpha del Consulente non è solo un bene per il risparmiatore ma anche un buon servizio. 

Ma perché non viene percepito?

Innanzitutto, perché è un valore aleatorio non quantificabile e che viene generato nel tempo. Il consulente, in questo caso, coach del patrimonio dell’investitore, non è un “guru” ed è soggetto alla volatilità dei mercati.

Per aver sbagliato il momento di ingresso, ogni anno, gli investitori europei perdono in media uno 0,34%; tale dato si riferisce all’ultimo quinquennio.

A calcolarlo è Morningstar nel primo rapporto europeo “Mind the Gap 2016—Europe: the Effects of Behaviour on European Fund Investors’ Returns”, che segue una metodologia simile (ma non uguale) a uno degli studi più noti negli Stati Uniti, realizzato da Russel Kinnel (direttore della Manager research di Morningstar negli Usa) dal 2005.

Dove sbagliano gli investitori?

Gli errori comportamentali (behavioural gap) pesano sui risultati e si ripetono nel tempo, senza avere confini geografici. Chi più, chi meno, gli investitori ragionano troppo a breve termine, sono avversi al rischio e concentrati sui rendimenti relativi. Si fanno prendere dal panico nelle fasi di ribasso ed esitano a rientrare sui mercati quando salgono. Di conseguenza, tendono a comprare sui massimi e a vendere sui minimi, con inevitabili perdite.

Timing sbagliato

Il primo dato che balza agli occhi è che il timing è stato sbagliato in tutte le classi di attività (azionari, obbligazionari, bilanciati e alternativi). Il gap, tuttavia, è più evidente per gli alternativi (58 punti base): gli investitori hanno perso il 36% del rendimento totale annualizzato nel quinquennio. Nel caso dei bilanciati, il mancato guadagno è stato dell’8%, nel reddito fisso del 6% e nell’azionario del 5%.

Spesso il ciclo dei propri investimenti, cioè il momento dell’acquisto di un investimento, avviene in una fase di picco dei mercati.

Un tipico errore consiste nel comprare ai massimi e vendere ai minimi.

Il Prof. Ruggero Bertelli nel corso di un convegno, spiegava che gli italiani hanno prima guadagnato investendo in azioni tra il 1997 e il ’99, poi hanno perso in seguito alla bolla speculativa del 2000 e successivamente non sono più rientrati, nonostante la fase di rialzo cominciata nel 2003. In pratica, il guadagno è stato nullo. Al contrario, se avessero accumulato azioni tutte le volte che l’emotività li spingeva a vendere, avrebbero ottenuto un discreto profitto.

La prima lezione o consiglio da trarre è che un quinquennio può rappresentare un periodo abbastanza corretto per ottenere un guadagno dall’investimento in un fondo azionario.

Infatti, se guardiamo ai rendimenti rolling (ossia a scalare in avanti di mese in mese) dal 2000 ad oggi su intervalli di 60 mesi, nel 76% dei casi le performance sono positive.

Se si estende l’orizzonte temporale, inoltre, la probabilità di conseguire perdite con le azioni si riduce sensibilmente. Non solo, le azioni rendono più delle obbligazioni, anche se queste ultime sono un buon strumento di diversificazione nelle fasi di declino, quando la correlazione tra le Borse cresce.

La seconda lezione è incominciare ad analizzare in maniera costruttiva le notizie che i media amplificano in modo insistente sui crolli di borsa o sulle performance strabilianti di qualche settore.  E’ la paura unita alle illusioni il più grande nemico di qualsiasi investitore e che scatena le decisioni più irrazionali.

La terza lezione è diversificare, non solo nella scelta dell’asset dell’investimento ma anche valutando la decorrelazione degli stessi (uno dei punti più difficili per un risparmiatore).

La quarta lezione è stabilire gli obiettivi che si vuole raggiungere con il proprio investimento.

Tutto potrebbe sembrare facile e semplice, ma una guida competente e preparata può aiutare ad evitare quegli errori che continuamente si ripetono.

 

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Fonte: Morningstar, Vanguard, Russels Advisor.

Proteggere e promuovere il risparmio.

Tra pochi giorni avremo la nona edizione del Salone del Risparmio. Una settimana importante per un settore in forte evoluzione ma con grosse problematiche per il risparmiatore che non ha voluto e saputo cambiare. Quanto affermo è confermato da una immensa liquidità tenuta nei conti correnti.

Banca Generali in occasione delle giornate di Primavera del Fai, ma anche Assogestioni con il sostegno al restauro dell’Abbazia di S. Maria di Cerrate a Lecce, è attenta al patrimonio artistico Italiano, ma anche di quello finanziario.

Ed ecco il punto di connessione con questo post.

Nel contesto delle giornate Fai, come sponsor, Banca Generali ha presenziato ai vari siti.

Per questa occasione è stata predisposta una guida “Capire la finanza” che è stata distribuita gratuitamente a tutti i visitatori.

Ma, sappiamo, la diffidenza è sempre ai massimi livelli. Le risposte: non mi interessa, so già tutto, non capisco niente erano le più frequenti.

Eppure i fatti che viviamo, in particolare nel Nord Est, con importanti Istituti in default dovrebbero far riflettere.

Non c’è giorno che non si parla di risparmio tradito, poca trasparenza, disaffezione nell’investire e anche truffe.

Ma di chi è la colpa?

Se dai test Invalsi emerge una scarsa educazione finanziaria dei giovani, non sono da meno i risparmiatori più anziani, che oggi detengono i risparmi di una vita.

Questa riluttanza al sapere, al sapere finanziario intendo, non ha ragione di esistere.

Come il Fai vuole proteggere e promuovere il Patrimonio Artistico si deve proteggere anche il Patrimonio Finanziario. A noi consulenti, certamente, la prima parola ma un passo in avanti deve essere fatto dal risparmiatore più tradizionale legato fortemente ai suoi pregiudizi.

Le iniziative e gli sforzi profusi da Anasf (con Economicamente), Abi, Banca d’Italia e di tutti gli altri devono essere un punto di incontro tra risparmiatore e istituzione finanziaria.

Non si devono liquidare pregevoli iniziative con affermazioni subdole e affrettate.

Caro risparmiatore abbiamo bisogno anche della tua collaborazione per offrire ogni giorno un servizio migliore e più attento alle tue esigenze.

Consulenza: è un costo o un risparmio?

Ripropongo questo articolo che avevo scritto nel 2013, ben 5 anni fa.

In questi 5 anni molti risparmiatori si lamentano perchè i loro risparmi si sono volatilizzati.

Buona lettura.

Il cash non costa nulla di commissioni di intermediazione, non produce redditi tassati e subisce solo l’erosione dolce dell’inflazione, invisibile come il monossido di carbonio e letale solo in tempi lunghi, scriveva Alessandro Fugnoli sulla sua rubrica “Il Rosso e il Nero”.

In quei giorni la stampa nazionale, riportava le misure introdotte dalla direttiva sulla Risoluzione bancaria (Bail in).

Molti si potranno chiedere che cos’è e a cosa serve; altri potranno affermare che sono a posto così, altri ancora che non hanno un conto e tantomeno soldi.

Ma veniamo al dunque.

Se qualche banca dovesse affondare in futuro, a pagare per le perdite sarebbero i privati. Azionisti in primo luogo, poi i possessori di obbligazioni subordinate, poi gli obbligazionisti cosiddetti senior e, infine, i correntisti. Pagheranno fino ad una cifra pari all’8% del totale delle passività della banca in crisi.

Perché tutto questo?

Tutto è iniziato in Irlanda con Bank of Ireland o Allied Irish Bank. Hanno proposto a chi possedeva obbligazioni subordinate un mini rimborso cash oppure azioni. Chi non avesse accettato l’offerta avrebbe ricevuto solo un misero centesimo di euro per ogni mille investiti.

In seguito l’Olanda con Sns Bank ha espropriato tutte le obbligazioni subordinate con un indennizzo pari a zero.

Tra il 2008 e il 2011 per salvare e consolidare le banche, i governi europei hanno complessivamente impegnato un terzo del prodotto interno lordo annuale dei Paesi dell’Unione.

Allora meglio il cash, direbbe qualcuno. Attenzione anche qui perché ci sarà la discrezionalità e le eccezioni nazionali.

In questo nuovo contesto diventerà sempre più importante la consulenza.

Stiamo parlando di sudati e tassati risparmi delle famiglie che, ogni tanto, “svaniscono” in operazioni, qualche volta, non adeguate e appropriate, ma, soprattutto, in operazioni poco chiare o trasparenti.

E’ per questo che la consulenza dovrebbe essere prima di tutto educazione finanziaria. 

La diversificazione, tanto ripetuta, quasi a nausea, non si effettua in maniera banale acquistando strumenti diversi.

Il mondo è cambiato, nel nostro ambito possiamo quasi dire che abbiamo raggiunto la “Fantafinanza”, e non possiamo rimanere indietro ma, soprattutto, non possiamo subire in maniera passiva.

E’ per questo, alla luce di un cambiamento radicale del welfare, la necessità di una politica sociale verso i risparmiatori con l’educazione e la consulenza.

C’è sempre più bisogno di risparmiare; e forse in questo momento la parola risparmio è stata accantonata.

La consulenza viene,quindi, considerata un costo, un onere a cui si può fare a meno.

Forse, invece, potrebbe evitare qualche perdita, minori imposte, un allocazione migliore ed evitare l’erosione dell’inflazione.

Nonostante, tutto questo, le indagini riportano che solo l’8% dei risparmiatori  riceve consigli personalizzati.

Per chi volesse approfondire, può andare a leggere, al seguente indirizzo, il mio post sull’indagine Consob circa Intermediari/Famiglie e la consulenza:    http://ow.ly/mtVbP.

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I consigli di McNabb (Vanguard) sulla volatilità dei mercati.

Se si sta guardando la recente correzione del mercato e ci si chiede cosa fare, si deve considerare e capire la volatilità invece di cambiare il proprio piano finanziario.
Spesso, la cosa più saggia da fare, durante i periodi di estrema volatilità dei mercati, è quello di rimanere con il piano di investimenti che avete già studiato, osserva Bill McNabb, Presidente Vanguard e amministratore delegato.
“I mercati azionari hanno tratto guadagni considerevoli nel corso degli ultimi anni. Tali battute d’arresto, sono sicuramente snervanti, ma inevitabili”.
Una prescrizione “non fare nulla” potrebbe essere difficile da “ingoiare”, se siete stati presi alla sprovvista dalla recente volatilità. Ma il signor McNabb fa notare che nessuna azione è una decisione attiva, e può essere la decisione giusta per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine.
Qui ci sono alcune semplici regole per aiutarvi in questo attacco di febbre:
  1. Riconoscere che la volatilità e le correzioni periodiche sono comuni nei mercati azionari.
  2. rimuovere l’emozione e continuare ad investire;
  3. cercare di non guardare i vostri conti ogni giorno. E ‘inutile e può fare più male che bene
Se si investe regolarmente attraverso la detrazione sullo stipendio, un piano di investimento automatico, o di un fondo target-date, si deve considerare la volatilità del mercato un aiuto all’obiettivo da raggiungere.
Se il vostro portafoglio è ampiamente diversificato e si ha il giusto equilibrio per gli obiettivi prefissati, orizzonte temporale, e livello di rischio appropriato e adeguato, attaccare è una mossa saggia.
“Perché nessuno sa cosa ci riserva il futuro, una strategia globale e diversificata può essere vantaggiosa rispetto  a spostare troppo in qualsiasi direzione”, afferma McNabb.
Fonte: Vanguard
  • Tutti gli investimenti sono soggetto al rischio, tra cui la possibile perdita del denaro di chi investe.
  • La diversificazione non garantisce un profitto e/o protegge contro una perdita.

 

Ma tutta questa drammatizzazione fiscale produce con successo una corretta pianificazione finanziaria?

Tutti a rincorrere i benefici fiscali.

Negli ultimi mesi dell’anno si scatena una sindrome alla ricerca di tutto ciò che può far risparmiare o compensare le minusvalenze.

Ma tutta questa drammatizzazione fiscale produce con successo una corretta pianificazione finanziaria?

In poche parole la pianificazione finanziaria non dovrebbe essere un evento di una volta all’anno, dove si cerca di ottimizzare il rendimento fiscale.

Un consulente dovrebbe tenere conto degli aspetti fiscali del cliente durante tutto l’anno, sia perchè tutto possa essere conforme alle normative in essere, ma anche per proteggerli da inutili redditi o imposte.

Ciò che spesso mi capita di vedere è tutto il contrario.

Tutte queste iniziative dovrebbero essere prese in considerazione l’inizio di ogni anno, valutando la posizione fiscale dei titoli, gli investimenti effettuati, le potenzialità di reddito nel corso dell’anno, eventuali premi ed, infine, la possibilità di accantonare delle cifre per la propria pensione.

Invece, ogni evento è caratterizzato da un’analisi che si effettua in concomitanza della necessità.

Un esempio sono le scelte universitarie dei figli.

Molte famiglie non pianificano questo evento e si trovano nei mesi antecedenti l’iscrizione ad affannarsi per recuperare risorse economiche.

Quanto costa l’università è una domanda che il buon consulente dovrebbe cevidenziare ai propri clienti. Come pensate di supportare vostro figlio? È la domanda successiva.

Mi viene da aggiungere un altro evento dei nostri giorni. Quanto costa una casa di riposo?

La pianificazione ci dovrebbe aiutare in tutto questo.

Ecco perché c’è sempre più la necessità di un buon consulente. Non per offrire rendimenti ma per aiutare le famiglie nella gestione della loro vita e di raggiungere i propri obiettivi senza affanni.

 

Consulenza e dintorni

Si parla molto di consulenza, di Mifid 2; mi sembra che ci sia ancora tantissima confusione. Fee Only, rebates, commissioni, trasparenza.

Ma quando tutto era più semplice o, sembrava, il risparmiatore “ignaro” “sopportava” commissioni anche di una certa consistenza. Il nostro “Bot people” era abituato a rinnovare i suoi investimenti ogni tre mesi.

La commissione, veniva trattenuta per ogni operazione era pari allo 0,30%.; per pochi minuti di attenzione dello sportellista, gli Istituti incassavano una buona provvigione che corrispondeva, su base d’anno, all’1,20%, se venivano sempre rinnovati i titoli.

Ho qui davanti a me una contabile del 2000 della Signora Palmira, con una trattenuta di ben 465 euro oltre ad altri 13 euro di spese.

Qualcuno potrebbe dire che i tassi, allora, era ben più alti di oggi; in effetti il rendimento era di poco sopra del 3%, contro quello negativo di oggi.

Ecco, oggi i tassi delle obbligazioni a breve termine sono negativi e si dovrà cercare qualcosa che mi possa remunerare il mio risparmio. Abbiamo constatato che il risparmiatore non sempre è all’altezza di questo sconvolgimento e spesso è ignaro di quello che fa. Gioca molto la fiducia, ma non è sempre corrisposta.

Abbiamo visto e constatato le innumerevoli debacle bancarie, risparmi volatilizzati anche di una certa consistenza.

Mi chiedo allora se il risparmiatore ha bisogno di consulenza finanziaria. Penso proprio di sì; purtroppo le figure che sono state in grado di poterlo fare in maniera sufficiente sono anche quelle che nel tempo hanno ricevuto grosse critiche e fatto scalpore per i casi di “insuccesso”.

Illustravo ad un cliente, nei giorni scorsi, le novità che verranno introdotte nel 2018 dalla Mifid 2.

Confesso che non avevo mai pensato a quanto mi ha detto: da quando ti abbiamo conosciuto abbiamo ricevuto un servizio a domicilio, con soddisfazione, incontri spesso richiesti da te perché a volte siamo pigri e dimentichiamo i nostri risparmi.

Oggi se parliamo di remunerazione della consulenza, è una cosa inaudita?

Devo ammettere che il mondo della finanza e del risparmio gestito ha costi in alcuni casi elevati, e qui si dovrà lavorare molto, ma è anche vero che un nutrito gruppo di professionisti in questi anni ha saputo accompagnare, gestire, indirizzare il risparmiatore verso soluzioni ed investimenti nuovi che, altrimenti, non gli avrebbero permesso di mantenere ed incrementare i propri risparmi.

Le crisi sono sempre dietro l’angolo, i default si ripeteranno con nomi diversi ma si possono evitare investendo con metodo.

 

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Le convinzioni del risparmiatore

Quando un cliente chiede consigli non vorrebbe mai parlare di due cose:

  • pianificazione e rischio.

Eppure, tutti i giorni si parla di burocrazia, di litigi, di famiglie incatenate in incompensioni ereditarie e di risparmi volatilizzati.

Mi è piaciuto leggere un articolo di Beppe Severgnini, dove ricorda il papà.

Il padre Angelo era notaio, classe 1917, e ripeteva a chiunque volesse ascoltare: “Chi aspetta di fare il testamento perfetto non farà testamento!” E lascerà dietro di sé incertezza e confusione.

Mi raccontava, scrive Severgnini, cosa succedeva quando andavano da lui per fare testamento (ne aveva in deposito oltre quattromila). Papà Angelo chiedeva venissero sia il marito che la moglie e in dialetto chiedeva: “ Raccontatemi della vostra famiglia, senza fretta. Perché, se non vi conosco, come posso consigliarvi?”. Le successioni curate da lui, guarda caso, filavano lisce.

“In tribunale per questioni di eredità? “Cinque clienti in tutta la carriera”, raccontava orgoglioso.

Proteggere le ricchezze dopo la morte o in caso di deterioramento mentale diventa una necessità. Ma non tutti siamo in grado di prevedere il nostro futuro o di pianificare questioni finanziarie.

Il nostro motto: “breve termine e quanto rende”.

L’esperienza del notaio Angelo ci potrebbe aiutare, ma molti risparmiatori non vogliono ascoltare. Alcuni argomenti rimangono un tabù.

In un mondo di tassi a zero ci si azzarda a chiedere: Quanto mi rende?

Quella obbligazione rende il 6%, cosa ne pensi?

Se poi viene pronunciata la parola “Rischio” il gioco è fatto. “Non voglio rischiare” dice prontamente il cliente.

Tempo fa mi sono dibattuto in un risparmiatore che sottolineava questo aspetto. Non ero sicuro di aver percepito bene il suo concetto di rischio. In effetti, senza saperlo, deteneva un investimento bilanciato in azioni ed obbligazioni. Ignaro di quanto sottoscritto, era però contento del suo investimento, perché rendeva.

Mi vengono in mente tutti quei risparmiatori che detenevano azioni di istituti di credito non quotati, che hanno guardato solo il rendimento del loro investimento. Oggi le ferite languono pesantemente, sul budget familiare.

Diventa, quindi, importante evolvere verso la consulenza finanziaria soprattutto per il risparmiatore. “Quanto costa” verrebbe spontaneo chiedere.

Eppure, recenti indagini dimostrano la validità della consulenza a favore del risparmiatore. Forse, il rendimento non sarà privilegiato ma la conservazione del capitale e l’aver scappato i numerosi default possono convincerlo ad una scelta diversa.

Nessun è perfetto e nessuno sa cosa possa succedere domani, ma per investire ci vogliono, a mio parere, due ingredienti: il tempo e il metodo.

Bisogna investire con metodo, ripeto ai clienti, e ci vuole tempo.

Diventare milionari può essere molto semplice: bastano poche centinaia di euro investite con periodicità mensile per un determinato tempo.

Come diceva il Notaio Angelo, papà di Beppe, chi continua ad aspettare il momento migliore non investirà mai. Nel contempo avrà perso molte occasioni.

PIR questi sconosciuti (Piani Individuali di risparmio)

Si parla molto di Pir e consistenti sono stati i flussi su questa nuova soluzione di investimento.

Non è una invenzione dell’industria del risparmio ma il tutto avviene con una legge dello Stato, precisamente la Legge di Bilancio 2017 che ha ufficialmente istituito i Piani Individuali di risparmio, in breve Pir.

E’ una forma di risparmio agevolata rivolta a tutti ma, nonostante il successo riconosciuto, non è ancora diffusa la sua completa conoscenza.

Si associa il Pir principalmente alla sua esenzione di qualsiasi tassa o imposta sulle plusvalenze ma anche esente dall’asse ereditario.

Fin qui le agevolazioni ottenute sono interessanti.

Ma sono utili a tutti? Come usarli? Uno strumento vale un altro?

Le domande potrebbero continuare; anche queste soluzioni non sono immuni da rischi e gli aspetti che potrebbero propendere la scelta verso l’una o l’altra soluzione sono diverse.

Tutto questo è stato creato per aumentare il numero di investitori sulle mid/small cap italiane, per incrementare la liquidità, per favorire l’ingresso di nuove tipologie di investitori, sviluppare il mercato con nuove Ipo (initial public offer), attrarre investitori istituzionali esteri, stimolare l’economia e, infine, per diffondere la cultura della quotazione e dell’investimento a medio lungo termine.

Una delle prerogative per ottenere i benefici fiscali relativi alla tassazione dei redditi sarà la detenzione dell’investimento per 5 anni.

Il grafico che riportiamo qui sotto, mostra le potenzialità, per l’investitore, dei benefici economici di un Pir con e senza commissioni (fonte Advise Only).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CONTESTO INTERNAZIONALE

Forme di incentivazione simili ai Pir sono state adottate in Francia e nel Regno Unito. I nomi, in breve,  che contraddistingono queste soluzioni sono PEA, in Francia (Plan d’Epargne en Action) e ISA nel Regno Unito (Individual Savings Accounts). Entrambe prevedono agevolazioni fiscali di lungo periodo.

L’esperienza Internazionale, nello specifico quella Inglese, dimostra che molte aziende sono andate a quotarsi sul mercato e la scelta di aziende “small cap” può essere determinante per la pianificazione finanziaria.

AIM ITALIA

Le azioni AIM Italia, Multilateral Trading facility organizzato da Borsa Italiana, è un mercato dedicato alle società di piccola e media capitalizzazione. E’ un mercato “Pir Compliant” e, con 79 società quotate, rappresenta il 37% dell’universo investibile.

Le azioni Aim Italia sono più rischiose rispetto alle small e mid cap quotate sul mercato principale, perchè presentano storie di trading relativamente giovani, sia per le nuove IPO sia per la recente costituzione del mercato (2009).

E’ un mercato con requisiti di accesso e permanenza semplificati, dedicato maggiormente agli Investitori Istituzionali e Professionali.

Tutto questo comporta per il risparmiatore minore capitalizzazione e limitato flottante e, di conseguenza, minore liquidità e maggiore volatilità.

CONCLUSIONI

Molte le ipotesi a favore e contro di questa nuova soluzione di investimento. Le offerte sul mercato sono molto diversificate e proponibili ad un pubblico variegato (dall’investitore più esperto a quello meno).  L’industria, ma soprattutto i consulenti, dovranno fare attenzione alle commissioni di entrate e di gestione, e, pertanto, è il consiglio principale che si vuole dare ai risparmiatori. Per quanto riguarda l’analisi come strumento di pianificazione, sarà opportuno valutare quanto inciderà nel contesto del patrimonio complessivo.

 

 

 

 

(fonte Advise Only)