L’estate che verrà …

L’estate appena trascorsa è stata impegnativa. Viaggi veloci a Stoccolma per la laurea del figlio, alcuni meritati giorni di riposo in montagna ma poi, quasi sempre al lavoro ed in città per stare vicino ai genitori anziani. In questi giorni festeggiano 65 anni di matrimonio.

Come non mai sono stato contattato da diverse persone; sono molto preoccupate delle nuove norme sul bail-in. Non a torto, sicuramente, ma, forse un pò in ritardo. Ho riscontrato che, finalmente, il risparmiatore incomincia ad aprirsi a 360 gradi e mostra lo scrigno dei propri dossier titoli, molto spesso disastrati (nel vero senso della parola).

Mercati volatili, scelte di investimento sbagliate, timing errati possono capitare a tutti, anche ai più esperti.

Ecco l’obiettivo dovrà essere quello di sbagliare il meno possibile; i rendimenti bassi, o meglio sottozero, non permettono di fare scelte inopportune.

Le storie che si leggono di investimenti sbagliati e folli perdite non sono più ammesse. Non possiamo leggere: “La liquidazione ottenuta dopo una vita da operaio, andata quasi tutta in fumo a causa di un investimento sbagliato”.

Ho spesso ascoltato il Prof. Paolo Legrenzi – “Perchè gestiamo male i nostri risparmi” e “I soldi in testa” ad esempio – ribadisce l’importanza di un consulente nella gestione dei propri risparmi.

“Quando si tratta di risparmi e di investimenti la paura da sentimento amico si trasforma in insidia, quando è vittima delle emozioni l’investitore è il peggior nemico di se stesso.
Gli psicologi sperimentali hanno dimostrato come nelle fasi di grandi guadagni delle borse corrispondano stati d’animo di euforia e ottimismo. Per contro, nelle fasi ribassiste gli investitori sono preda della paura e del panico. La conseguenza è che nell’eccesso di ottimismo gli investitori aumentano la componente di asset rischiosi mentre la paura induce ad eliminare le ragioni della paura stessa … vendendo gli asset rischiosi!
Il risultato è la catastrofe del portafoglio: l’investitore entra sui mercati quando la borsa è prossima ai massimi e tende a sbarazzarsi dei propri investimenti quando i mercati approssimano i minimi…”.

“La letteratura scientifica dimostra che i portafogli affidati ad un consulente ottengono mediamente risultati migliori dei portafogli autogestiti. Non è difficile a comprenderne il motivo. Il consulente conosce i mercati ma soprattutto sa come gestire le emozioni degli investitori. Il suo distacco emotivo gli permette di prendere decisioni più ponderate sia nelle fasi in cui l’euforia ha normalmente il sopravvento, sia quando l’investitore comune, preso dallo sconforto, rischia di sprecare le migliori condizioni di acquisto”.

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