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La spesa in pensione

Si fa un gran parlare di pensione, per taluni è un traguardo lontano, per altri una meta ormai quasi raggiunta.

Capire come si trascorrerà il tempo, quali saranno gli hobby, le passioni da coltivare, i viaggi che si intendono organizzare senza dimenticare quali potrebbero essere le spese per l’assistenza sanitaria, possono essere dei buoni punti di partenza per una corretta analisi.

Dove finiranno i soldi?

Stimare le necessità, lungo la vita lavorativa,  si rende sempre più necessario. E’ vero che le persone anziane tendono a spendere di meno rispetto ai giovani, ma differenti modelli di spesa possono sovrastimare o sottostimare il tenore di vita futuro. Ad esempio le spese per abbigliamento e servizi diminuiscono dopo gli 80 anni, ma aumentano quelle per l’assistenza sanitaria, contributi caritatevoli (compreso le spese per l’educazione dei nipoti).

Uno studio, negli Stati Uniti, dimostra che i modelli di spesa sono simili per le famiglie anche se con diversi livelli di ricchezza. Sono stati individuati quattro profili: il buongustaio, il casalingo, il viaggiatore e lo spendaccione di assistenza sanitaria. Un quinto profilo, definito “fiocco di neve”, comprende tutte le persone che hanno diversi modelli di spesa totalmente differenti tra loro.

Il buongustaio spende in media il 28% in alimenti, non ha mutui residui, spende in media poco per la casa e risulta anche attento nelle altre spese. Per il casalingo, invece, le spese per la casa hanno una posizione importante. Anche loro non hanno mutui residui ma la manutenzione della casa è sempre in evidenza. Le spese possono anche raggiungere il 54% della pensione e indubbiamente risulta una percentuale troppo alta. Le famiglie che rientrano nella categoria del viaggiatore rappresentano circa il 7/8% di tutte le famiglie. Sono il gruppo che spende di più; questo comportamento può riflettere due considerazioni: uno stile di vita benestante oppure una migliore attenzione verso il risparmio da giovani. Lo spendaccione impiega il 28% della sua pensione nella spesa sanitaria. Considerando che siamo più longevi e che i costi per le spese sanitarie aumentano del 7% annuo, questa voce dovrà essere inclusa in un piano finanziario.

Risulterà, quindi, importante percepire le esigenze del cliente con le seguenti domande:

  • Avete un mutuo, e in caso affermativo, quando sarà pagato?
  • Avete una casa di vacanza o avete intenzione di acquistarne una?
  • Avete congrue tasse di proprietà?
  • Avete in programma una ristrutturazione?
  • Avete canoni di locazione?
  • Avete intenzione di viaggiare fino a quando si è sani?
  • Quali sono i viaggi sulla vostra lista?
  • Come affronterete i costi di assistenza sanitaria?
  • Utilizzate già la prescrizione di farmaci costosi?
  • Come pensate di sostenere queste spese in pensione?

Fin qui sembra tutto facile e semplice, ma quanti di noi programmano o pianificano la spesa quando si sarà in pensione?

Fonti: Bureau of labor Statistics, indagine Chase, JpMorgan Am.

One thought on “La spesa in pensione

  1. Ecco un bel modo di educare i risparmiatori, facendo loro capire l’importanza della pianificazione, LA PERSONALE PIANIFICAZIONE.
    Purtroppo la stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani, quando si confronta con un consulente, ha in testa un’unica domanda da rivolgergli: ma quanto mi dai di interesse?
    Dico bene cari colleghi? Bene, ma sta a noi educarli e dunque diamoci da fare; ne abbiamo ancora molta di strada davanti per renderci orgogliosi del nostro lavoro.

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