La pazienza

Le riflessioni che emergono da questa intervista sul Financial Times, a Carol Geremia, Presidente di MFS, società di investimento Statunitense (Boston), con una storia di quasi cento anni, ci aiutano a comprendere i molti errore che continuamente facciamo con i nostri investimenti.

Ho pensato di riportarne alcuni punti.

La pazienza è una virtù non apprezzata negli investimenti, secondo Carol Geremia, che ha trascorso la sua intera carriera di 35 anni alla MFS”.

Gestisce 484 miliardi di dollari e la società ha lanciato il primo fondo comune degli Stati Uniti nel 1924; ha costantemente predicato l’importanza degli investimenti a lungo termine nei successivi nove decenni.

“Il tempo conta, è prezioso”, afferma Geremia, sottolineando che la pratica diffusa tra gli investitori istituzionali e i consulenti di concentrarsi sul rendimento triennale di un gestore di fondi porta a sprecare denaro attraverso assunzioni e licenziamenti eccessivi.

“Tutto il tempo trascorso a scegliere il manager giusto durante il processo di due diligence, assicurandosi che la loro cultura sia forte e che la loro filosofia di investimento sia giusta, viene semplicemente buttata fuori dalla finestra in pochi minuti. L’inseguimento delle performance passate, a breve termine, costa agli investitori istituzionali, ovunque, tra gli 80 e i 150 punti base all’anno “.

Warren Buffett, fondatore e presidente del conglomerato statunitense Berkshire Hathaway, ha sofferto diversi periodi di sotto performance, durante la sua lunga carriera, senza danneggiare la sua reputazione di uno degli investitori di maggior successo al mondo.

MFS ha pensato di assumere un consulente per esaminare i migliori gestori azionari, su cicli di mercato completi, che durano da sette a dieci anni.

E’ emerso che questi gestori hanno anche sotto performato i loro benchmark, tra due e quattro anni, durante ciascun ciclo di mercato.

“La nostra responsabilità è di rieducare gli investitori su ciò che rappresenta la gestione attiva degli attivi oggi. I manager attivi devono essere chiari su cosa intendono quando dicono “investimenti a lungo termine”.

Il termine a breve termine riguarda quasi tutto, non solo la gestione del denaro, ma anche il modo in cui vengono gestite le attività di gestione degli investimenti “, afferma, durante una visita all’ufficio londinese di MFS, che si affaccia sulla Cattedrale di St Paul.

Allontanarsi dall’andamento a breve termine delle prestazioni sarebbe aiutato dall’esame dei periodi di tempo in cui un gestore detiene titoli. “Tenere gli orizzonti sono una metrica completamente sottoutilizzata. Quando un manager afferma di possedere una risorsa per sette o otto anni, ciò fornisce una chiara indicazione a un investitore del tempo in cui dovrebbero essere disposti a impegnare il proprio capitale “, aggiunge.

MFS ha discusso di idee come uno “sconto per la longevità”, in cui le tariffe diminuiscono nel corso della vita di una partnership, con i clienti, per contribuire a promuovere investimenti a lungo termine, un approccio sostenuto da FCLT Global, un think tank di Boston.

Gli investitori disposti a impegnare il proprio capitale in MFS per sette anni riceveranno uno sconto di costo. Sarebbero anche liberi di ritirarsi presto, ma dovrebbero poi rimborsare lo sconto. “Gli investitori istituzionali, invece, vogliono liquidità e sovra performance, per avere la loro torta sempre perfetta.

Un numero crescente di gestori patrimoniali sta incorporando metriche ambientali, sociali e di governance nell’intera gamma di fondi.  MFS, che ha aderito ai Principles for Responsible Investment sostenuti dall’ONU nel 2010, ha un approccio diverso.

Integra i fattori ESG nella sua analisi delle società in cui ritiene che queste avranno un impatto significativo sul valore a lungo termine per gli azionisti.

Concludendo, è profondamente preoccupata dal fatto che la maggior parte delle persone non stia risparmiando a sufficienza per la pensione, in particolare per i lavoratori più giovani. “L’industria delle pensioni ha un enorme compito a livello globale nel trasmettere il proprio messaggio ai giovani.

Questo è più difficile in un mondo in cui la maggior parte dei lavoratori non ha un lavoro per la vita. C’è una mancanza di comprensione, a meno che i lavoratori non siano automaticamente iscritti a piani di risparmio pensionistici sul posto di lavoro o che aziende prendano paternalisticamente le pensioni per i loro dipendenti “.

Fonte: Financial Times.

Greta la paladina del clima – come aiutarla anche con i nostri investimenti?

Questo articolo, del 2016, diventa più attuale che mai. Dopo le manifestazioni di questi giorni per il clima, diventa sempre più importante, anche per il risparmiatore, valutare e scegliere i propri investimenti.

Per noi consulenti diventa prioritario l’indirizzamento verso una finanza più attenta all’ambiente e … più etica.

L’articolo è stato pubblicato su questo blog il 6 novembre 2016. Buona lettura.

 

“Giorni fa parlavo con un cliente di sostenibilità negli investimenti: non è stato facile e lo scetticismo è rimasto. Non si tratta di una moda ma di una componente significativa e crescente nel panorama della finanza.

Esiste un mondo in forte crescita e che, sempre di più, si occupa del bene comune.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha predisposto l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, lo scorso 25 settembre. Questo è un modello di sviluppo in grado di tenere insieme crescita economica, diritti sociali e tutela dell’ambiente. L’acronimo ESG è composto da tre parole (Enviromental, social and governance) che a loro volta racchiudono tre distinti universi di sensibilità sociale. Il primo è quello dell’ambiente, che comprende rischi quali i cambiamenti climatici, le emissioni di CO2 (biossido di carbonio), l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, gli sprechi e la deforestazione. Il secondo include le politiche di genere, i diritti umani, gli standard lavorativi e i rapporti con la comunità civile. Il terzo universo è relativo alle pratiche di governo societarie, comprese le politiche di retribuzione dei manager,  la composizione del consiglio di amministrazione, le procedure di controllo, i comportamenti dei vertici e dell’azienda in termini di rispetto delle leggi e della deontologia.

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Millenials, volete diventare milionari?

Vi siete mai chiesti cosa serve per diventare milionari?

 

Le risposte ricevute al quesito, sono molteplici, ma principalmente rivolte ad una vincita (gioco) o ad una eredità.

Il risultato ipotizzato, certamente allettante, non è irragiungibile.

Riprendo questo argomento, perchè ho trovato molto interesse, da parte della mia nuova clientela.

E’ molto indicato ai millenials, ai genitori che vogliono creare una “dote” per i figli, per chi intende programmare le spese universitarie, ai nonni che pensano ai nipoti, ma in definitiva, il metodo è indicato a tutti i risparmiatori.

Il mio calcolo, parte da una esigenza che tutti abbiamo, ma non è mai stata presa molto in considerazione.

Il nostro futuro è sempre più longevo; le esigenze di assistenza diventano sempre più necessarie.

  • LA SIMULAZIONE

Ho provato a calcolare e simulare il modo per raggiungere questo obiettivo.

Ed ecco la mia ricetta: servono 300,00 euro al mese.

Serviranno 40 anni di continui versamenti della somma di 300 euro, fino al raggiungimento della somma totale di 144.000,00 euro.

Qualcuno rimane incredulo, altri perplessi per la durata, altri ancora perchè non possono risparmiare 300,00 euro al mese.

Ogni piano dovrà e potrà essere modulato a seconda delle esigenze e degli obiettivi che ognuno si prefigge di raggiunge.

L’ingrediente principale del nostro obiettivo risulta il tempo. In questa simulazione le probabilità di raggiungere la meta sono del 72% con probabilità del 50% di superare abbondantemente l’obiettivo prefissato.

Il calcolo, che ho realizzato con alcuni simulatori, prevede una crescita del capitale annualizzato tra l’8/9%.

Qualcuno si può domandare se tale percentuale non sia troppo elevata, ma i dati storici dello S&P500 ci possono confermare tale crescita, anzi, è superiore.

Dobbiamo umilmente affermare che il futuro non lo possiamo nè leggere, nè prevedere.

Se lo stesso esercizio lo effettuassi per 10 anni e aumentassi la rata mensile in maniera proporzionale (con lo stesso obiettivo) oppure per 20 o 30 (anni) non avrei le stesse percentuali di raggiungimento (sarebbero molto modeste).

Per farvi un’esempio, se ipotizzassi il versamento di euro 300 per vent’anni, l’obiettivo, sempre con le stesse condizioni di crescita, risulterebbe di € 177.923,00. Un risultato, comunque, di rilievo con un esborso di € 72.000,00; ma non raggiungerei il milione ipotizzato.

Ognuno si potrà porre degli obiettivi consoni al suo status e alle sue esigenze.

La domanda successiva che ci si pone è dove investo e se posso avere oscillazioni sul capitale investito.

  • COME INVESTO

Dovrò scegliere certamente un mercato azionario e, cercare di guardare, nel breve termine, il meno possibile al mio investimento.

Ho iniziato questa avventura con alcuni millenials e, il loro immediato dubbio, è sull’oscillazione dei mercati.

Ci sarà certamente volatilità di mercato, e sarà propedeutica per il raggiungimento degli obiettivi.

Dobbiamo ricordarci che niente è facile da raggiungere e, comunque, il piano di risparmio che si volesse mettere in piedi, non dovrà impegnare tutte le risorse del risparmiatore.

Ad essere più precisi, dobbiamo sempre ricordarci, due elementi: l’inflazione, sempre in agguato, e le imposte.

  • QUANTO SARANNO LE IMPOSTE E QUANTO L’INFLAZIONE ERODERA’ IL NOSTRO CAPITALE?

Con una inflazione per tutto il periodo al 2% ed una imposta sui guadagni del 26% (attuale aliquota in vigore nel nostro paese) l’importo netto che si dovrebbe raggiungere è di 578.391,00.

Ben 4 volte superiore al capitale investito.

Ricapitolando, quando investiamo cerchiamo di abbandonare il breve termine, tiranno e fuorviante.

Non ci resta che incominciare ad analizzare i vostri obiettivi.

Investire non vuol dire speculare o, come spesso sento dire, giocare in borsa.

 

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Bail in, Patrimoniale e dintorni.

 

I timori sugli investimenti sono tanti e le perplessità ancora di più.

Una parte degli investitori italiani è attualmente preoccupata dalle incertezze dell’economia globale e intimorita dalla volatilità cui i mercati azionari e obbligazionari sono stati soggetti.

I fondi non sono soggetti al bail-in

Il segmento degli investitori più avversi al rischio si trova in difficoltà a fronte del fatto che anche il conto corrente non rappresenta più un porto sicuro ed immune a qualunque evento avverso. Il bail-in infatti, prevedendo la possibilità che i conti correnti superiori a 100.000 Euro possano, in una certa misura, essere intaccati in caso di difficoltà della banca, ha provocato timori fra alcuni investitori privati circa la sicurezza del proprio conto corrente. Come noto i fondi di investimento sono caratterizzati da un impianto legislativo che mira specificamente a proteggere gli investitori da eventuali scenari avversi. Gli investitori che temono circa la stabilità del sistema bancario e che sono maggiormente preoccupati per la sicurezza dei loro risparmi potrebbero quindi trovare risposte efficaci nell’ambito del risparmio gestito. Cosa accadrebbe infatti in un caso estremo, cioè una eventuale situazione di default delle parti coinvolte? Ad esempio se un default interessasse un soggetto collocatore (banca, rete di promotori, sim etc) l’investitore di un fondo non subirebbe alcun danno di tipo patrimoniale. Questi potrebbe infatti trasferire la propria posizione presso un altro soggetto collocatore o richiedere direttamente alla banca corrispondente il rimborso totale della propria posizione. Anche se un simile evento avverso riguardasse il SIP (ex banca corrispondente), l’investitore non subirebbe alcun danno di tipo patrimoniale in quanto il suo investimento non entra mai a far parte del patrimonio della banca corrispondente. La posizione individuale sarebbe quindi semplicemente trasferita presso un altro soggetto incaricato dei pagamenti. Se poi una banca depositaria fosse in difficoltà, il patrimonio della SICAV sarebbe anche in questo caso salvaguardato, in quanto proprietà degli investitori e segregato rispetto al patrimonio della banca depositaria. Pertanto esso non può essere aggredito dai creditori della banca e di conseguenza il fondo e le azioni/quote degli investitori non subirebbero alcun danno di tipo patrimoniale. Infine, per quanto concerne la Sicav stessa, solo un fallimento di tutte le società e di tutti i Governi in cui essa investe potrebbe minacciarne la solidità e in considerazione della diversificazione che caratterizza le SICAV è quindi ragionevole ritenere che un evento simile sia estremamente improbabile, se non impossibile.

Le soluzioni di investimento

Alcuni investitori particolarmente difensivi, temendo il bail-in, hanno aperto numerosi conti correnti, spesso rendendo più complessa anziché più semplice la gestione dei loro risparmi. In alternativa a ciò, chi in questa fase privilegia la sicurezza del capitale e la liquidità potrebbe beneficiare dall’investimento in fondi monetari. Questi possono inoltre rappresentare un primo passo verso investimenti maggiormente dinamici e capaci non solo di difendere, ma anche di offrire flussi di reddito o crescita del capitale nel medio e lungo periodo.

 

Investire per la pensione

 

Perché risparmiare per la pensione? Perché le persone vivono più a lungo. Secondo l’Amministrazione statunitense sull’invecchiamento, le persone che hanno compiuto 65 anni hanno un’aspettativa di vita media di ulteriori 19,4 anni. L’Italia è tra i paesi più longevi del mondo. E dal momento che la sicurezza sociale non riesce a colmare le esigenze delle persone anziane,  la previdenza sociale può non essere abbastanza per i tuoi anni di pensionamento.

 

Tieni a mente …

  • Un portafoglio ben diversificato può aiutare a bilanciare il rischio
  • Quanto prima inizi a investire, tanto più puoi contribuire nel corso della tua vita lavorativa
  • Iniziando presto, i tuoi investimenti avranno un periodo di tempo più lungo per crescere
  • Con un intervallo di tempo più lungo, avrai una vasta scelta di possibilità di investimento

Cosa fare …

  • Valuta la tua tolleranza al rischio
  • Determina il tuo tempo di investimento
  • Determina la quantità di denaro che puoi investire
  • Scegli gli investimenti appropriati per la tua tolleranza al rischio e il tuo orizzonte temporale
  • Cerca una gestione professionale, se necessario.

 

 

Pannolini

Più pannolini per adulti che per bimbi: il mercato che c’è già, ma per cui non siamo pronti.

Al Massachusetts Institute of Technology (MIT) esiste un laboratorio chiamato AgeLab, che immagina quali tecnologie ed innovazioni servano man mano che la speranza di vita cresce.

Joseph F. Coughlin ne è il fondatore e direttore.

Nel Dicembre 2017, Coughlin ha riassunto le sue ricerche e pensieri in un libro divulgativo dal titolo ‘The Longevity Economy’ (L’Economia della Longevità: https://longevityeconomy.com). In breve, il libro suggerisce che uno dei mercati che più si espanderà nei prossimi decenni è proprio quello dei pensionati e degli ultraottantenni. Il ricercatore americano combina la demografia all’economia. Spiega che ci sono tre motivi per cui il mercato dei pensionati crescerà, ossia: la popolazione continua a diventare più vecchia, le nascite sono poche e sotto la soglia di rimpiazzamento della popolazione, e la generazione dei ‘baby boomers’ andrà a breve in pensione. Fa pensare una notizia che riporta Coughlin: la Giapponese Unicharm (http://www.unicharm.co.jp/english/index.html) già nel 2011 ha affermato che nel 2026 il mercato dei pannolini per adulti sarà maggiore al mercato dei pannolini per bambini.

In demografia, infatti, molte ricerche affermano che non c’è, ad ora, un tetto alla speranza di vita, e che più e più persone arriveranno ai cent’anni. Il risultato è sostenuto da una ricerca della professoressa Elisabetta Barbi dell’Università la Sapienza di Roma e colleghi con un articolo pubblicato sulla rivista Science (http://science.sciencemag.org/content/360/6396/1459.full).

Insomma, ci dobbiamo preparare per un mondo sempre più vecchio. Sorge chiederci se stiamo facendo nulla per prevenire, piuttosto che curare. La risposta è poco o niente. In Italia si pensa ancora a diminuire l’età pensionabile, piuttosto che pensare a politiche di ‘active ageing’. Inoltre, la pianificazione verso il futuro è insufficiente: si pensa ancora al breve termine, ma non al lungo periodo. Si dovrebbe essere alla ricerca di un nuovo modo di pensare proiettato al futuro. Falsi miti, l’era della sicurezza sociale e un progresso tecnologico rapido mettono in secondo piano le effettive esigenze.

Coughlin sostiene che sia necessario cambiare le regole del gioco, ossia ripensare al welfare e soprattutto ideare prodotti e servizi per gli anziani. Non solo modi per mantenere gli anziani indipendenti, ma anche produrre nuovi lavori per i giovani.

Le macchine che si guidano da sole serviranno a portare anziani in vacanza o alle visite, le case domotiche e tecnologie IoT ci aiuteranno ad avere cura della casa e della vita quotidiana.

L’industria 4.0 si svilupperà sempre più con prodotti per tutte le età.

Salute e benessere, nuovi stili di vita, sicurezza, mobilità e risparmio: sono solo alcuni degli ambiti destinati ad essere spinti da questo macrotrend.

Senza pensare al miglioramento della condizione abitativa, una delle principali priorità per gli anziani e che ha spinto storicamente lo sviluppo residenziale di alcune aree del mondo.

Le aziende del risparmio gestito e i consulenti finanziari avranno sempre più il compito di fornire una rendita agli anziani a fronte del denaro risparmiato.

In Italia aziende come Recordati e Diasorin (diagnostica), Luxottica Essilor nelle lenti per occhiali sono all’avanguardia.

Un augurio anche a H-Farm, a Riccardo Donadon, in riferimento al suo ultimo articolo sul Sole ventiquattrore (https://www.facebook.com/hfarmspa/photos/a.88754654572/10158072619314573/?type=3&theater).

Purtroppo, in Italia ci mettiamo i bastoni fra le ruote anche quando si cerca di migliorare le cose. Spero che con la sua H-Farm non solo guidi le aziende del mercato italiano a diventare più digitali ed internazionali, ma anche identifichi le caratteristiche demografiche della popolazione per cavalcare il cambiamento che sta avvenendo, e per cui non siamo per nulla pronti.

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